CARRY ON e CROSSING

Una rete informale per i migranti in transito diventa sistema e buona prassi.

I progetti CARRY ON e CROSSING rappresentano un piccolo ma importante passo verso un sistema “ideale” di inclusione che mette in rete competenze presenti nel sociale e spinge le istituzioni a migliorare le politiche in materia di accoglienza.

In rete con altre associazioni, abbiamo progettato e chiesto l’attuazione di un sistema di servizi che potesse intervenire su tutto il territorio romano per intercettare centinaia di migranti fragili e vulnerabili che l’attuale politica di accoglienza, locale e nazionale, non è stata in grado di includere e di accogliere in modo dignitoso. Un target di oltre 2000 persone che vivono ai margini di questo territorio, in un contesto di rifiuto e di abbandono. Sono gli invisibili a cui ogni giorno prestiamo assistenza e orientamento verso l’inclusione.

Grazie al grande lavoro di volontariato e attivismo e alle competenze messe in campo in questi tre anni, abbiamo vinto, insieme ad altre associazioni, un Bando della Regione Lazio. Degli oltre 2mln di euro, fondi provenienti dall’Unione Europea, stanziati dalla Regione Lazio con un Bando pubblico per la progettazione biennale di servizi integrati, abbiamo ottenuto un finanziamento di circa 500mila euro attraverso una rete composta da noi e altri 7 enti.

Il progetto di rete, partito a Novembre 2018 della durata di 18 mesi, è finalizzato al supporto dei migranti transitanti, fragili e vulnerabili, sul territorio romano assicurando ai beneficiari del progetto, la prima informazione, l’orientamento legale e sanitario, supporto linguistico e lavorativo.

Un passo avanti per cambiare il sistema dell’accoglienza partendo da prassi positive che dal basso costruiscono percorsi virtuosi.

 


carry onL’ACCOGLIENZA IN CAMMINO

Con il progetto CARRY_ON, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del POR FSE 2014-20, della durata di 18 mesi, si è dato seguito a un’esperienza dal basso, offrendo un punto di riferimento per i profughi appena sbarcati ma anche per quelli in uscita dai centri.

Roma rappresenta un centro attrattore dei flussi migratori: il 90% dell’utenza del sistema di accoglienza capitolino è costituito infatti da richiedenti asilo e rifugiati, in buona parte provenienti da altre città al termine del periodo di permanenza nel sistema istituzionale oppure in cerca di nuove opportunità. Prima tappa di un viaggio che, almeno delle intenzioni, ha come meta l’Europa. Accade che quanti arrivano a Roma senza una rete sociale o una comunità si trovano senza punti di riferimento. Sono in molti a finire nelle occupazioni abitative o addirittura per strada. Anche molti richiedenti asilo sono costretti a trovare giacigli di fortuna, a causa dei tempi lunghi di accesso ai centri di accoglienza governativi e nelle strutture comunali. Si tratta di un prodotto del fallimento istituzionale: la permanenza nei centri dovrebbe rappresentare un’occasione importante per l’apprendimento della lingua, di strumenti culturali e di abilità lavorative, per il raggiungimento dell’autonomia e dunque per una reale integrazione. Come spesso accade, l’universo migrante colma i vuoti del welfare ricorrendo a espedienti e soluzioni alternative: centri ascolto, sportelli, mense, ricoveri e quant’altro, la mappa informale della Roma solidale, un mondo di “cose gratis” da mettere a sistema e valorizzare.

Il progetto nasce dall’esperienza maturata nell’estate del 2015, una forma di accoglienza nata dal basso per dare supporto agli oltre 35mila migranti transitanti nella Capitale diretti nel Nord Europa.
Di fronte alla carenza di strutture pronte ad accoglierli, i volontari di Baobab Experience si sono uniti per ospitarli nel già esistente centro di via Cupa, aprendo le porte a oltre 800 migranti. Alcune delle realtà protagoniste hanno voluto proseguire l’esperienza ripensando- la e condensandola nelprogetto Carry_on.

E si sono unite formando una ATS: ne fanno parte l’Associazione di Volontariato Baobab Experience, la Speha Fresia Società Cooperativa (formazione, orientamento e inserimento lavorativo), A Buon Diritto Onlus (tutela e promozione diritti), Diritti in Movimento (tutela e promozione diritti), Asinitas Onlus (formazione ed educazione interculturali), Medici per i Diritti Umani Onlus, l’Associazione K_Alma (tutela e promozione diritti), il Consiglio Italiano per i Rifugiati Onlus. All’interno della città è possibile tracciare i luoghi che per questo abbiamo messo a disposizione, gli itinerari e i servizi di ritrovo informale che compongono il “sistema” per richiedenti asilo e rifugiati.


crossingDIRITTI IN TRANSITO

Il progetto Crossing, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del POR FSE 2014-20, della durata di 18 mesi, mira ad occuparsi dei migranti che gravitano nella Capitale, in attesa di trovare la via del Nord Europa, in assenza di ogni tutela sociale e giuridica, oppure che intendano trasferirsi in altre città di altre regioni italiane. 

Sono state registrate una serie di anomalie nell’ambito delle procedure introdotte dall’Agenda europea, carenze che si traducono in diritti negati e occasioni sprecate.

Quel che manca è una informazione adeguata sui diritti e sulla condizione giuridica delle persone sbarcate o trasferite coattivamente in Italia. Emerge una profonda diffidenza da parte dei migranti nei confronti delle autorità, generata dalla mancanza di comprensione della propria posizione e di una informativa accurata nelle prime fasi di arrivo in Italia e nei centri di accoglienza. L’accesso ai diritti sembra quindi non essere uguale per tutti e dipendente da una serie di eventi fortuiti, primo fra tutti, il luogo dove si è accolti.

In questo scenario, la rete informale che ha agito a Roma a partire dal 2016, occupandosi del fenomeno dei transitanti, ha determinato un solido orientamento per quei richiedenti protezione internazionale che hanno deciso di proseguire il viaggio verso mete diverse dall’Italia.Alcune delle realtà protagoniste hanno voluto proseguire l’esperienza ripensandola e condensandola nel progetto CROSSING. E si sono unite formando una ATS: ne fanno parte l’Associazione di Volontariato Baobab Experience, la Speha Fresia Società Cooperativa (formazione, orientamento e inserimento lavorativo), A Buon Diritto Onlus (tutela e promozione diritti), Diritti in Movimento (tutela e promozione diritti), Asinitas Onlus (formazione ed educazione interculturali), Medici per i Diritti Umani Onlus, l’Associazione K_Alma (tutela e promozione diritti), il Consiglio Italiano per i Rifugiati Onlus.

 

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