BAOBAB 4 RIGHTS

Report attività Rete legale migranti in transito a Roma – Novembre 2017
A cura di A Buon Diritto Baobab Experience Consiglio Italiano per i Rifugiati Radicali Roma Rete legale per i migranti in transito La rete di supporto legale – promossa da A Buon Diritto, Baobab Experience, Consiglio Italiano per i Rifugiati e Radicali Roma – traccia il terzo bilancio delle proprie attività, svolte da aprile a ottobre 2017 ed esprime forte preoccupazione per la cronica mancanza di soluzioni in merito all’accoglienza dei migranti di passaggio nella Capitale.
(REPORT COMPLETO IN PDF)

Dopo un inverno difficile e di forte criticità per i migranti che, seppur in numero ridotto, sono transitati per la Capitale, a partire dal mese di aprile 2017 il flusso si è nuovamente intensificato. Il presidio informale allestito nei pressi della stazione Tiburtina dai volontari di Baobab Experience ha rappresentato in molti casi l’unica alternativa per le centinaia di persone che non hanno avuto accesso alle misure di accoglienza nella Capitale. Alle oltre 2000 persone giunte al presidio dalla fine dell’autunno scorso a oggi, sono stati forniti assistenza materiale (pasti, tende, coperte) e orientamento legale a cura degli operatori della Rete. Le associazioni che la compongono hanno sviluppato un’azione di sostegno ai migranti presenti al presidio attraverso uno sportello di assistenza e consulenza socio-legale, di approfondimento delle norme che regolano l’accesso alle diverse procedure e di accompagnamento e supporto a richieste e pratiche amministrative o all’avvio di procedure giudiziarie. Inoltre, presso il presidio, è garantita l’assistenza medica e psicologica da parte della rete di medici dell’associazione MEDU. Tale servizio è rivolto soprattutto a quanti hanno un vissuto fortemente traumatico alle spalle, spesso legato anche al viaggio che li ha portati in Italia. Per chi ha subito violenze o torture può essere difficile riacquistare la capacità di pensare, pianificare e attuare un progetto di vita. In più occasioni, infatti, persino per gli operatori è stato difficile interagire con persone così vulnerabili.

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