Lettera aperta a Federica Angeli

Testo della lettera che il presidente di Baobab Experience Andrea Costa ha inviato alla Dott.ssa Federica Angeli, delegata del Sindaco di Roma alle periferie, alla legalità, ai rapporti con le associazioni civiche.

Come già dettagliatamente riportato in tre esposti e una lettera aperta inviati nei mesi passati e allegati alla presente, il meccanismo atavicamente farraginoso del circuito formale dell’accoglienza capitolina è diventato, nella cornice epidemiologica da Covid-19, un sistema impermeabile e bloccato: i posti del Comune e dei Municipi dedicati all’accoglienza – già sottostimati rispetto al fabbisogno – si sono sensibilmente ridotti nel numero, a causa della necessità di prevedere alloggi che assicurino il distanziamento sociale e il rispetto delle regole igienico-sanitarie.

Tuttavia, contestualmente, non sono stati organizzati né previsti nuovi spazi dove poter soddisfare la domanda di accoglienza. A distanza di un anno dal primo lockdown, non è possibile né opportuno parlare di emergenza sanitaria in riferimento all’inerzia amministrativa e gestionale del Comune di Roma nei confronti dei senzatetto, dei rifugiati e richiedenti asilo. L’emergenza è una circostanza imprevista; l’immobilismo rispetto a condizioni note può configurare invece negligenza o noncuranza e senza dubbio (ir)responsabilità.

Colpisce, soprattutto, che una circostanza come l’epidemia Covid-19 che avrebbe dovuto richiamare le amministrazioni competenti a un surplus di attenzione nei confronti degli individui che, per il fatto stesso di vivere in strada, espongono se stessi e gli altri a un maggior rischio di contagio, sia stata in realtà utilizzata come giustificazione a una contrazione definitiva degli spazi di accoglienza.

Se interi ambiti e settori dell’offerta pubblica di servizi essenziali, centrali e locali – dall’assistenza ospedaliera alla formazione scolastica – si sono rimodulati e riorganizzati alla luce delle nuove esigenze di contenimento del contagio e di tutela delle popolazioni a rischio, a Roma non solo non c’è stato alcuno sforzo di adeguamento per assicurare una gestione ordinaria del fenomeno dei senza fissa dimora e dei migranti aventi diritto all’accoglienza che fosse quantomeno paritetica – per quanto insufficiente – a quella pre-covid, ma addirittura è stato possibile giocare al ribasso anche rispetto a interventi ad hoc, quali il c.d. Piano Freddo.

A fronte delle ondate di gelo, nel Comune di Roma, non è stata prevista neppure la consueta apertura delle stazioni ferroviarie, in una impeccabile noncuranza e rimozione del problema, nonostante le morti per assideramento riportate dalla cronaca nazionale e locale. Anche rispetto alle temperature invernali è complesso parlare di eventi emergenziali e nei confronti del normale alternarsi delle stagioni, una cittadinanza vigile e una società civile responsabile non possono non denunciare pubblicamente l’assenza di qualsiasi tipo di pianificazione e attenzione al dramma dei senzatetto, anche nelle condizioni di rischio vita.

Sono 70 le persone migranti che a Piazzale Spadolini hanno dovuto subire i morsi del freddo. L’unica risposta al problema è stata quella dei volontari della nostra associazione, attraverso la messa in sicurezza delle fragilità in alloggi finanziati con il contributo dei solidali e l’organizzazione di una distribuzione massiccia di materiale termico, coperte e sacchi a pelo.

Non sappiamo se il periodo più duro dell’inverno sia effettivamente alle spalle, ma, in caso di nuovi abbassamenti della temperatura, siamo convinti di dover mettere in campo ogni azione necessaria a tutelare le persone alle quali offriamo assistenza e a evitare che si consumino ulteriori drammi nella totale indifferenza istituzionale. E questo a prescindere dalle continue minacce di nuovi sgomberi da più parti formulate.

Nel quadro dell’accoglienza ordinaria, Roma rappresenta un unicum in Italia e in Europa: a fronte di oltre 8 mila senza fissa dimora, sono solo poche centinaia le persone prese in carico dal Comune e spesso in condizione disagevoli e poco degne: luoghi non decorosi, dislocati, con orari di uscita e ingresso proibitivi, personale limitato, assenza di mediatori e operatori sociali qualificati.

A rendere tanto più paradossale la smaccata inefficienza amministrativa è la disponibilità ampissima di strutture e spazi in stato di abbandono e disuso, potenzialmente utili per sopperire, almeno in via emergenziale, alle carenze del sistema, anche mediante affidamento temporaneo a terzi, attraverso partnership tra il Comune e le associazioni a vocazione umanitaria o il supporto indiretto alle iniziative positive dei circuiti cittadini.

L’impegno supplente di Baobab Experience nel quadro di totale abbandono e irresponsabilità delle amministrazioni competenti, ha assunto ormai una connotazione sostitutiva rispetto non solo alla prima ma anche alla seconda accoglienza – in una parallela e sistematica azione di monitoraggio e pressione, anche legale, per l’inserimento dei rifugiati e dei richiedenti asilo nei centri e nelle strutture idonee – nonché alla programmazione e attivazione di percorsi di integrazione e inserimento sociale.

Laddove non si innesca, si rallenta o si interrompa il circuito potenzialmente virtuoso di accoglienza viene meno anche la presa in carico della persona accolta, ovvero la costruzione di percorsi individuali di autodeterminazione, di integrazione lavorativa e abitativa, di abbattimento delle barriere linguistiche e materiali alla socializzazione, ovvero il compito principe della c.d. seconda accoglienza istituzionale.

Ma il nostro impegno va di pari passo con la sconfitta sociale della nostra città e siamo convinti che oltre un certo grado di coinvolgimento e operatività l’azione dal basso si configura come anomalia del sistema istituzionale, laddove il primo riesce a fornire le risposte che il secondo stenta a produrre.

Alla luce di quanto esposto, ci rivolgiamo a Lei per chiederLe la disponibilità a un incontro da tenersi al più presto e nel quale possano essere discussi e definiti gli interventi idonei a una tempestiva risoluzione delle criticità sopra descritte.

Baobab Experience OdV

Il Presidente

Andrea Costa

Baobab Experience

Via dei Piceni 11A,

00185 Roma 
baobabexperience@gmail.com

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