Le rotte della morte

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Pochi giorni fa l’emittente ABC TV Paraguay ha dato la notizia del ritrovamento in un container navale dei corpi senza vita di sette migranti nordafricani.

https://www.italiamericalatina.it/…/magrebini-morti…/

Erano partiti dall’Algeria, dall’Egitto e dal Marocco, tre paesi bagnati dalle acque di quel Mare Nostro (nostro, non loro) che abbiamo trasformato in un cimitero di vite spezzate.

Pur di evitarlo, sette giovani uomini hanno fatto il giro lungo, lunghissimo, apparentemente folle e incoerente della Rotta Balcanica: verso la Turchia, alla volta della Serbia e da lì in Croazia, dove credevano di aver trovato la via per l’Italia. Non fosse che è così difficile ribaltare un destino: si nasce sfortunati in Africa per morire sfortunati in Sudamerica.

Nascosti nella stiva, erano convinti che quel treno merci fosse diretto a Milano, ma il container viene caricato su una nave diretta a Buenos Aires, dove non arriveranno mai. L’ennesima beffa: hanno finito per attraversare a ritroso quel Mare che volevano evitare, hanno ritoccato le coste del Maghreb da cui erano fuggiti; hanno attraversato paesi, oceani, continenti e frontiere senza che nessuno si accorgesse di loro, né della loro morte per disidratazione durante il viaggio.

Durante le missioni di Baobab Experience in Bosnia, abbiamo incontrato centinaia di uomini, donne e bambini provenienti dal continente africano e con alle spalle un viaggio di anni, rotte rocambolesche, deviate e ridefinite in corso d’opera. Anche loro bloccati e respinti alle frontiere UE, tutti in cerca di un varco libero, non presidiato e quindi, per definizione, pericoloso, insicuro, a volte mortale.

Ogni cosa, pur di evitare il Mediterraneo: ha un senso, feroce e assurdo, ma pur sempre un senso. Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato è che nessun muro, nessuna polizia di frontiera, nessuna prassi diabolica di respingimenti inibisce l’istinto di sopravvivenza umana e la speranza di una vita migliore. Li rendono solo più disperati. Così vuole l’europeismo, il nazionalismo, il sovranismo, il neocolonialismo, ogni subpensiero che definisce i diritti e le libertà in modo diverso per esseri umani uguali.

Con il nostro passaporto possiamo andare ovunque, per le più disparate ragioni: possiamo essere migranti economici, migranti turistici, migranti imprenditori, migranti sanguisughe.Chi viene dal Sud del mondo non può. Non può neppure scappare dalla fame. Basterebbero poche ora di viaggio e qualche centinaia di euro per un biglietto aereo dal Sudan o per un traghetto dalla Tunisia o dall’Algeria, ma l’Europa ha scelto per “gli altri” tariffe con 4 zeri pagate al traffico di esseri umani, viaggi interminabili, spesso mortali. Ha scelto lager e illegalità.

Ha scelto di decretare la sua supremazia e il diritto di vita e di morte su chi proviene dalla parte “sbagliata” del mondo.

Le Nazioni Unite in Paraguay fanno le condoglianze alle famiglie delle sette vittime della migrazione.

L’ Europa neppure quelle.

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