Circondati dall’orrore

Siamo circondati!

Sud, Nord-Est, Nord-Ovest: a ogni punto cardinale, storie e prassi di violenza e morte

Ma l’orrore più grande è che forse ci siamo assuefatti alla brutalità oltreconfine, qualche metro più in là dei nostri marciapiedi e bar di Ventimiglia e Trieste e dei nostri balconi affacciati sul Mediterraneo.

Abbiamo un Ministro degli Interni, che pur giocando facile nell’impossibilità di fare peggio del predecessore, dichiara che sulla rotta balcanica non ci sia “nessuna emergenza tranne il Covid”; un Parlamento che, nonostante le quotidiane denunce di organizzazioni governative e non, riguardo le “innumerevoli vite perse, altre detenute o trattenute da trafficanti in orrori inimmaginabili” (Federico Soda, Iom Tripoli) conferma i fondi destinati ai respingimenti e agli abusi della sedicente Guardia costiera libica; un silenzio imbarazzante sulle violenze commesse dalla polizia di confine francese, sullo straziante rituale di push-back e detenzioni arbitrarie.

Esiste un gruppo Facebook, che a nostro avviso è l’emblema di quest’epoca di chiusura, sovranismo e distacco emotivo: si chiama “morti e dispersi nei Balcani” (https://www.facebook.com/groups/2524520394244390 ) ed è una pagina dove attivisti, cooperanti, amici e parenti dei migranti in transito segnalano persone scomparse. È una pagina drammaticamente attiva. Ogni giorno, viene pubblicata una foto di un ragazzo sorridente, di cui l’ultima notizia disponibile è l’avvistamento lungo qualche tappa infernale del “game”, il gioco a perdere. Non c’è quasi mai un finale felice. L’alternativa è tra il ritrovamento casuale e un corpo trascinato via dalla corrente di un fiume croato. Ma nessuno va a cercare. Mai.

Cosi’ nel Mediterraneo, dove non si soccorrono i vivi e si lascia che il mare inghiottisca i morti. Come quel cadavere senza nome, intrappolato in quel che resta di un gommone a largo della Libia: un nuovo simbolo della nostra oscenità, che causerà a pochissimi qualche secondo di mal di stomaco.

23 deputati votano contro al rifinanziamento libico. È il 5,4%, escludendo 2 astenuti.
La misura della nostra umanità. Di quel che ne resta.

(vignetta di Marco Makkox Dambrosio per il Foglio)

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