Gli INVISIBILI sotto i RIFLETTORI

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C’è qualcosa che non va in una parte della retorica giornalistica di questi giorni.

Come da sempre, ovunque Baobab Experience si trovi, giornalisti e reporter si dividono in due macrocategorie, da una parte chi si approccia in punta di piedi, con rispetto e discrezione, nella consapevolezza che per raccontare una storia occorra prima avere la pazienza di ascoltarla, di comprenderla; dall’altra chi invece scende dall’auto, accende telecamere e punta obiettivi, nella fretta di mettere l’ennesima bandierina su un servizio parziale, banale, che bene che vada non aggiunge nulla e nella peggiore delle ipotesi arricchisce la narrazione falsa e deviata sulla realtà dei migranti nel nostro paese.

Sono già due volte che siamo costretti ad assistere allo show dell’amministrazione comunale che sotto i riflettori e davanti ai microfoni RAI mette in scena la distribuzione settimanale di qualche mascherina ai migranti di Piazzale Spadolini. Per non parlare dell’incursione rozza e grezza del sedicente TG ‘striscia la notizia’ e il suo ‘scoop’ sui migranti e la violazione del distanziamento fisico: nulla sul fatto che siano lasciati per strada, senza rifugio e tutela, se non quella volontaristica, beninteso.

Un parlarsi addosso. Va tutto bene. Non potrebbe andare meglio. Oppure va tutto male, ma le responsabilità sono di chi ha perso tutto e non di chi avrebbe il potere di cambiarlo, il Tutto. Peccato che 120 persone siano ancora in strada, nonostante le promesse di prossime aperture di spazi di accoglienza: dopo la collocazione di alcuni migranti, ormai più di un mese fa, nessun passo in avanti

Peccato che, spente le telecamere, a Piazzale Spadolini restino i migranti, sempre più frustrati da un andirivieni mediatico che nulla riesce a smuovere, i volontari che tutti i giorni sono lì a fare ciò che il Comune non fa e reporter che dedicano giorni, settimane a cogliere tratti di complessità per provare a tradurla fedelmente.

Non solo tutto l’apparato istituzionale, ai diversi livelli, non è stato in grado di operare per la messa in sicurezza dei senza fissa dimora di Roma, ma addirittura si è avuto il coraggio di sfilare eroicamente in diretta televisiva.

Il danno e la beffa. A volte, sembra davvero troppo.

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