#iorestereiacasa

#iorestoacasa, ma c’è chi un tetto non lo ha; divieto di assembramento all’aperto, ma c’è chi, nella condivisione di uno spazio urbano, ha trovato l’unica casa possibile.

Migranti bloccati nel caos burocratico italiano o nei recinti intra-europei, persone che non possiedono altro che un angolo di città dove tentare di reinventare tutti i giorni una parvenza di comunità: a loro si chiede di disperdersi in quanto minaccia a una sicurezza pubblica, che è la sicurezza di TUTTI, ma MAI la loro.

E’ il vizio di dimenticare sempre, anche in emergenza, proprio le persone più fragili e più esposte a quel pericolo che è alla base dell’emergenza stessa.

Il nostro impegno, di volontarie e volontari, non può fermarsi; ora più che mai lo sentiamo “necessario”: non possiamo non continuare a fornire, pur nella difficile situazione, supporto a chi continua a essere abbandonato e risposte a chi continua a essere ignorato.

Stamattina, all’alba, eravamo lì, a Piazzale Spadolini, a portare un te’ caldo e a raccontare in tutte le lingue possibili quello che il nostro paese sta attraversando, le cause, le conseguenze; abbiamo provato a rispondere a chi domani dovrà proseguire il suo viaggio, a chi ha bisogno di una visita medica, a chi ha un appuntamento decisivo all’ufficio immigrazione o in commissione territoriale, a chi ha freddo, a chi ha paura.

Abbiamo come tutti poche certezze al momento, ma vogliamo dirvi grazie per il sostegno che continuate a darci. Da oggi ne avremo ancora più bisogno…

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