#LetUsLive **H 7:30 Piazzale Spadolini – Migranti prelevati con la forza, ammanettati e portati in questura.**

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**H 7:30 Piazzale Spadolini – Migranti prelevati con la forza, ammanettati e portati in questura.**
Se sei un migrante a Roma, la tua vita non è difficile, la tua vita è un incubo senza fine.
Nonostante la predisposizione del piano d’emergenza gelo, che accoglie in stazione durante la notte i senza fissa dimora, alle cinque del mattino devono prendere la loro coperta e sparire.
Sì sparire, devono smaterializzarsi, essere invisibili, non sia mai decidano di riprendersi dal torpore della notte in branda sostando sulle panchine in attesa che i volontari arrivino con tè e latte caldo, la polizia arriva con i blindati e li porta a via Patini: questa è vera e propria persecuzione.

“Roma città dei ponti mai città dei muri”, “Roma possiede vocazione internazionale, resti maestra di accoglienza” dichiara il Papa in visita al Campidoglio. “Resti” dice mentre la Sindaca asserisce ma la realtà è talmente distante da queste parole da spezzarci il respiro, il cuore.
Siamo testimoni ogni giorno delle storture di una burocrazia che si accanisce con pratiche illegittime impedendo ai migranti di formalizzare la richiesta di asilo, che non fornisce supporto e assistenza a chi scappa da guerre e carestie, e da leggi che mettono nel calderone della sicurezza migrazioni, decoro urbano, senza fissa dimora, sconvolgendo la vita delle persone.

Undici sono attualmente i migranti trattenuti per l’ennesima identificazione, dopo l’ennesimo sgombero. Riceviamo segnalazioni ogni giorno da parte dei cittadini: ci informano di persone disperate, abbandonate non al loro destino ma a quello a cui un clima politico infame li vuole tenere, senza alcun supporto da parte delle Istituzioni.

Siamo a pezzi, stanchi al limite della disperazione di questo accanimento, questo stillicidio disumano e abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto per denunciarlo, per farci forza e non lasciare che la retorica della sicurezza e del decoro senza umanità copra con una recinzione un’atroce e devastante realtà.

 

 

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