Un’unità di monitoraggio sugli “invisibili” delle grandi stazioni romane: una piccola vittoria ma bisogna fare di più.

Da novembre Baobab Experience ha un’unità mobile di monitoraggio sugli “invisibili” delle grandi stazioni romane: una piccola vittoria ma bisogna fare di più.

E’ una vittoria, un piccolo passo per cambiare il sistema dell’accoglienza partendo dal portare alla luce le persone che vivono nell’invisibilità ma non possiamo fermarci a questo. Sono ancora troppe le persone che dormono in strada e quelle che continuano ad arrivare senza alcuna garanzia di accoglienza, per questo motivo abbiamo diretto al Comune di Roma e a Ferrovie dello Stato la petizione change.org/Accogliamo per chiedere che facciano di più, con un presidio informativo stabile alla stazione Tiburtina e un Hub di primissima accoglienza, perché nessuno sia più invisibile.

Durante la nostra missione nata da principi di solidarietà e mutualismo, abbiamo avuto modo di osservare e documentare le speranze e i drammi di centinaia tra donne e uomini che abitano la nostra città cercando di ricostruire una propria identità strappata in mille pezzi dai trafficanti, dal razzismo e dalla discriminazione.
Sono gli invisibili a cui ogni giorno prestiamo assistenza e orientamento verso l’inclusione.
Abbiamo sempre dialogato con le Istituzioni pretendendo che facessero la loro parte per migliorare il sistema, il più delle volte marcio, dell’accoglienza.
Nasce in questo contesto, un tavolo partecipato e una delibera regionale che abbiamo chiesto sin dai primi sgomberi subiti a via Cupa. Abbiamo chiesto, in rete con altre associazioni, un sistema di servizi che potesse intervenire su tutto il territorio romano per intercettare le centinaia di migranti fragili e vulnerabili che l’attuale politica di accoglienza, locale e nazionale, non era stata in grado di includere e di accogliere con dignità.
Un target di oltre 2000 persone che vivono ai margini di questo territorio, in un contesto di rifiuto e di abbandono. Lo abbiamo fatto partendo dalle nostre esperienze che hanno intrecciato associazioni e singoli cittadini e saputo creare dal basso un percorso inclusivo e dinamico che ha tutelato in due anni oltre 70mila persone. Grazie al grande lavoro di volontariato e attivismo fatto in questi tre anni abbiamo vinto, insieme ad altre associazioni un Bando della Regione Lazio.

Degli oltre 2mln di euro, fondi provenienti dall’Unione Europea, stanziati dalla Regione Lazio con un Bando pubblico per la progettazione biennale di servizi integrati, abbiamo ottenuto un finanziamento di circa 500mila euro attraverso una rete composta da noi e altri 7 enti tra le quali un Capofila che si occupa di Formazione e Orientamento lavorativo. Con questi fondi stiamo realizzando un progetto di rete che durerà 18 mesi, finalizzato al supporto dei migranti transitanti, fragili e vulnerabili, sul territorio romano. Il resto dei fondi totali stanziati sono stati assegnati a diversi soggetti operanti sul territorio regionale.
L’associazione Baobab Experience, con il supporto di 4 operatori e di mediatori culturali, svolgerà una attività di primo orientamento attraverso una unità mobile di monitoraggio delle grandi stazioni romane, percependo il 14% dei 500mila euro assegnati (60% destinato ai compensi e il 40% alla logistica).
Si tratta di assicurare ai beneficiari del progetto, una prima informazione e un orientamento legale e sanitario, fino al supporto linguistico e lavorativo.
È nostra intenzione tentare di contribuire alla costruzione di un sistema di supporto e emersione degli invisibili.

Abbiamo ingaggiato, con parte di queste risorse assegnate alla nostra associazione, personale specializzato per questo tipo di attività che potranno stabilire un primo contatto con i migranti, finalizzato ad un orientamento giuridico e sanitario e alla distribuzione di kit igienici e biglietti per il trasporto locale e nazionale.
Quelli che sceglieranno di essere supportati dalle attività previste dal progetto, dalla scuola all’orientamento lavorativo, verranno messi in contatto e presi in carico dalle altre associazioni con le quali collaboriamo nell’ambito del progetto e che riceveranno una formazione specifica per l’inserimento lavorativo, con un piccolo supporto economico che gli permetterà di seguire i corsi e i laboratori.
Le attività sono iniziate il 9 novembre e vi terremo aggiornati con report trimestrali.

Ci sembra insomma un modo per strutturare un sistema “ideale” di inclusione, che mette in rete diverse competenze presenti nel sociale, spingendo le istituzioni a migliorare le politiche sociali in materia di accoglienza.
Una vittoria, un piccolo passo per cambiare il sistema dell’accoglienza partendo dalla prassi positive che dal basso costruiscono percorsi virtuosi.

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