Naufragi di Stato

#apriteiporti #restiamoumani

Stamane, attiviste e attivisti dei diritti umani hanno manifestato incatenandosi davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con giubotti di salvataggio e salvagenti. Dal 10 giugno il Governo ha chiuso i porti alle ONG nonostante i trattati internazionali e siano già migliaia i morti nel Medirraneo dal’inizio del 2018

Nel comunicato stampa della rete Restiamo Umani si legge:

“L’obbligo di soccorso, sancito dall’articolo 98 della Convenzione ONU sul Diritto del Mare, è il principio chiave del diritto della navigazione e un dovere statuale, messo in atto attraverso la persona del Capitano a bordo della nave chiamata a intervenire, per compiere un imprescindibile atto di solidarietà: tendere una mano, il fondamento della legge tacita dei marinai.

Le attiviste e gli attivisti chiedono:

– Di fermare subito il processo in atto di istituzionalizzazione dell’omissione di soccorso, un dovere prescritto dalla legge e radicato nella natura umana;

– Che l’Unione europea si assuma la propria responsabilità in mare, mettendo a disposizione assetti con un chiaro mandato SAR, di ricerca e soccorso;

– Che il governo italiano non impedisca il regolare e legale svolgimento delle operazioni di soccorso, chiudendo i propri porti attraverso dichiarazioni d’intenti su Internet, non traducibili in atti ufficiali e non supportate da alcuna base giuridica plausibile.

– Che i rappresentanti dei governi europei trovino soluzioni strutturali e non emergenziali, né tantomeno basate sulla deterrenza – come quelle attuali – ma piuttosto sulla responsabilità di proteggere i diritti, di tutti: attraverso l’istituzione di vie legali e sicure per la migrazione, che si deve accettare come un fatto umano e come un fondamentale diritto.”

Dopo ore di sit-in alla cittadinaza attiva che si era recata sul posto per portare acqua e beni di conforto, è stato vietato di avvicinarsi alla scalinata.

Nessuna risposta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli attivisti sono stati portati via di peso e identificati.

Quello che vogliamo è che siano fermate le stragi nel Mediterraneo e che non vengano criminalizzate le persone che salvano vite umane.

Non riusciranno a farci credere che sia normale rimanere inermi a gurdare la strage nel Mar Mediterraneo, così come non è normale riportare le persone nei lager libici dove sono sopravvissuti a torture e violenze.

L’unica risposta che possiamo dare, è attivarci ora. Prendere parola, partecipare, disobbedire se necessario. Non potremmo mai vivere col rimpianto di non esserci opposti all’inumanità che avanza.

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