APRITE I PORTI (aggiornamenti)

aggiornamento 11/06 ore 16:20

Mentre ai vertici si giocava la parita elettorale delle amminitrative, facendo negoziati sulla pelle dei migranti invece che ai tavoli istituzionali, 629 persone in attesa di assistenza medica hanno passato un’altra notte in mare, con le scorte di cibo a bordo in esaurimento.”Come un’ambulanza bloccata in strada dopo aver effettuato un soccorso”

Nonostante decine di appelli, tra cui il nostro, solo alcuni Sindaci, dal Sindaco di Napoli, per passare a quello di Messina e Reggio Calabria hanno dichiarato aperti i porti delle loro città. Lo ha fatto goffamente anche il Sindaco di Livorno ma poi si è pentito e ha cancellato il post di solidarietà. Imbarazzante e preoccupante allo stesso tempo questa autocensura.

Nessuno scrupolo nell’aver violato la Convenzione Europea dei Diritti Umani per Matteo Salvini che si è invece detto irremovibile sulla decisione di non far attraccare l’imbarcazione di soccorso della ONG Aquarius nei porti italiani.

Nessuna dichiarazione dal Primo Ministro italiano Conte, mentre la società civile si è mobilitata con ogni mezzo, a partire dai social fino alle manifestazioni e sit-in indetti in tutta Italia questo pomeriggio. (appuntamenti in basso)

La decisione, senza precedenti, del Ministro degli Interni e del Ministro delle Infrastrutture italiani, ha destato preoccupazione anche all’ONU: l’UNHCR, Agenzia per i Rifugiati, ha chiesto di far sbarcare le persone bloccate in mare, per poter offrire loro soccorso immediato.

Visto lo stallo tra Italia e Malta, il Premier spagnolo neoeletto Sanchez, si è offerto di far attraccare la nave.

Siamo felici che Aquarius, per completare la sua missione di soccorso, possa trovare un porto sicuro a Valencia o in un’altra città europea, ammesso che questo accada a breve, perché la nave purtroppo è ancora in alto mare, ma non torneremo indietro finchè anche i porti italiani non torneranno ad essere porti sicuri, finché il rispetto dei diritti umani non sia mai messo in pericolo da giochi elettorali o giochi di forza per far valere le proprie posizioni in politica estera.

L’Europa risponda aprendo le frontiere ai migranti e adeguando il Trattato di Dublino sui principi di logica e di umanità che, ripetiamo, sono quelli che dovrebbero guidare ogni comunità.

L’Italia torni a rivendicare la sua umanità sopra ogni cosa e a difendere i diritti umani, non possiamo tornare indietro su questo e su nessun altro diritto.

#apriteiporti #umanitàaperta #Aquarius

Appuntamenti:

  • Roma: oggi (lunedì), l’appuntamento è davanti al ministero delle Infrastrutture a Piazzale di Porta Pia  con il walk around alle 17.30e il presidio alle 19
  • Bologna: oggi (lunedì) alle 18, l’appuntamento è in piazza Roosevelt 1
  • Milano: domani (martedì) alle 18.30, l’appuntamento è in Piazza della Scala (con l’indicazione di portare un drappo bianco)
  • Napoli: domani (martedì) dalle 17 alle 20, l’appuntamento è alla Metro Toledo
  • Firenze, domani (martedì) alle 18.30, l’appuntamento è davanti alla prefettura, in via Cavour 1
  • Trento: domani (martedì) alle 18, l’appuntamento è in via Piave 1, presso il Commissariato del Governo

*****

Oggi pomeriggio Matteo Salvini ha rifiutato l’attracco ai porti italiani dell’imbarcazione di soccorso Aquarius.

A bordo della nave Aquarius, l’unica Ong al momento presente nel Mediterraneo, vi sono 629 migranti tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, partiti dalla Libia e soccorsi in varie operazioni nel corso della notte.

Una decisione senza precedenti nel nostro Paese, adottata d’intesa dai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e che offende il senso d’umanità che dovrebbe sempre guidare i rappresentanti delle Istituzioni. Quello che chiediamo è un gesto politico e umano. Lo chiediamo ai Sindaci delle città portuali, che aprano i porti all’umanità in modo simbolico. Lo chiediamo alla politica, lo chiediamo ai cittadini, non chiudetevi all’umanità.

Il rifiuto di accesso ai porti di imbarcazioni che abbiano effettuato il soccorso in mare può comportare la violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Il rifiuto, aprioristico e indistinto, di far approdare la nave in porto comporta l’impossibilità di valutare le singole situazioni delle persone a bordo, e viola il divieto di espulsioni collettive previsto dall’art. 4 del Protocollo n. 4 alla CEDU.

In rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e dell’umanità che dovrebbe sempre indirizzare le scelte di una società civile, chiediamo ai Sindaci di aprire i porti alle imbarcazioni di soccorso ai #migranti. #apriteiporti #umanitàperta

apriteiporti cartello stampa

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