Noi non resteremo chiusi in casa

“Restate tutti in casa fino a nuova comunicazione. C’è un uomo armato in auto che sta sparando in Città. Abbiamo fermato il trasporto pubblico. Abbiamo chiesto alle scuole di tenere i bambini all’interno fino a nuova comunicazione. Si consiglia di non muoversi per andare a prenderli fino a nuova comunicazione”.

Sono le parole che il Sindaco di #Macerata Romano Carancini, alle 12:11 di sabato mattina, nei minuti in cui Wilson Kofi, Omar Fadera, Jennifer Otiotio, Gideon Azeke, Mahamadou Toure e Festus Omagbon vengono colpiti dai proiettili di una Glock calibro 9, affida alla sua pagina Facebook.

Quello che è successo, prima e dopo gli spari, è cronaca nota. E’ una melassa di cronaca nera, giudiziaria, politica. Ormai si fa fatica a distinguerle.

E’ una cronaca in cui quella frase, “Restate tutti in casa”, riecheggia come un mantra.

C’è il secondo “Restate tutti in casa” dello stesso Sindaco, che ha chiesto di annullare tutte le manifestazioni, affinché “si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze”. Di quale rischio sta parlando, Sindaco Carancini?

C’è il “Restate tutti in casa” dell’ANPI, dell’ARCI, della CGIL, di Libera, che in un comunicato congiunto hanno assunto “la decisione, non senza preoccupazione e inquietudine, di sospendere la manifestazione” (peraltro mai da esse indetta) di sabato prossimo. Quale preoccupazione nutre, Presidente Nespolo?

C’è il “Restate tutti in casa” del Prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, che in una nota inviata alla stampa “auspica analogo senso di responsabilità” da parte di “altri promotori di manifestazioni annunciate”. Responsabilità di cosa, Signor Prefetto?

C’è il “Restate tutti in casa” di un ex Presidente del Consiglio che, tra un post su Fiorello superstar a Sanremo ed un tweet delirante sui “pistoleri che non possono portare giustizia”, scrive che “chi vuole bene all’Italia oggi abbassa i toni”. Di che giustizia parla, Segretario Renzi, e di quali toni?

L’Italia i toni li ha abbassati da troppo tempo. E nessuno può permettersi di cadere dal pero per quello che è successo a Macerata sabato scorso. Nella storia recente del nostro Paese, il razzismo le sue vittime le ha già mietute: con l’omicidio di Muhammad Shazad Kan a Roma nel 2014, con quello di Roberto Pantic a Calcio nel 2015, con quello di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo e con il tentato omicidio di Yusupha Susso a Palermo nel 2016, con la pulizia etnica degli immigrati di Rosarno nel 2010, con l’esecuzione di Jerry Masslo a Villa Literno nel 1989, e sono solo esempi.

E’ chi in questi anni ha abbassato i toni, è chi ha riconosciuto le ragioni dei “ragazzi di Salò”, è chi ha permesso che la diga dell’antifascismo cadesse, è chi oggi non riesce nemmeno più a balbettare una mezza frase che faccia almeno finta di provare a risvegliare la coscienza di una società civile e di una classe politica che rimpiangeranno a caro prezzo quella costituzione democratica che non difendiamo più. E’ chi ha fatto tutto questo che si è assunto e si assume la responsabilità di quanto sta accadendo e di quanto potrà accadere.

Vogliamo pubblicare qui una foto: questo è quanto abbiamo trovato all’ingresso del nostro presidio, lunedì mattina. La scritta è stata cancellata, ma vogliamo che questa foto rimanga qui, a futura memoria, e che questa scalcinata citazione di un gruppo di assassini neonazisti degli anni Ottanta ricordi a tutti – e specialmente a chi ha abbassato i toni – che l’ora più buia di questo Paese potrebbe non essere ancora arrivata.

E quanto ai nostri toni, signor Segretario, signor Prefetto, signora Presidente, signor Sindaco, noi non li abbasseremo. Non li abbasseremo a Piazzale Maslax, dove difendiamo ogni giorno i diritti delle nostre sorelle e dei nostri fratelli in viaggio, non li abbasseremo negli uffici immigrazione in cui difendiamo il diritto di accesso alle procedure di asilo che la nostra Costituzione dispone, non li abbasseremo nei confronti con i partiti e nelle vertenze con le istituzioni responsabili di un sistema di accoglienza fallito, e non li abbasseremo a Macerata.

Noi non resteremo chiusi in casa.

 

Sabato #10febbraio ci vediamo a #Macerata, per una grande giornata di lotta al fascismo e al terrorismo razzista. Raduno alle h.14:30 davanti alla Stazione FS, piazza XXV Aprile .
Saremo tant*.

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