RISPONDIAMO AL MINISTERO DELL’INTERNO SULLA SITUAZIONE IN VIA CUPA

Lunedì 4 Luglio è stata presentata alla Camera dei Deputati un’interrogazione del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana al Ministro degli Interni Angelino Alfano in rappresentanza del Governo, riguardante l’attuale situazione dei migranti in transito a Ventimiglia e a Roma.

La risposta fornita dal Ministro, che alleghiamo, è a dir poco sconcertante.

Dal testo si evince una superficiale conoscenza della realtà dei fatti relativi a via Cupa e una mancanza di rispetto verso le cittadine e i cittadini che nell’ultimo anno hanno sopperito all’assenza dei servizi che dovrebbero, invece, essere garantiti dalle istituzioni preposte.

L’attuale situazione è conseguenza diretta dell’azione compiuta dalla Prefettura e dal Comune di Roma lo scorso anno, precisamente l’11 Maggio 2015, all’insediamento di Ponte Mammolo, dove si trovavano circa 400 persone.
I migranti, assembrati poi alla stazione Tiburtina, venivano spinti con la violenza, sempre dalla Polizia di Stato, verso il centro Baobab.
Qui, un gruppo eterogeneo di cittadine e cittadini ha preso in carico l’accoglienza che questi rifugiati, scappati da dittature, guerre e povertà, passati da trafficanti, carceri libiche e traversate del Mediterraneo, meritano. Quasi 40.000 persone che altrimenti avrebbero vagato per Roma senza meta, sono state accolte da Baobab Experience, senza nessun problema di ordine pubblico, lo stesso ordine pubblico che il Ministero dell’Interno dovrebbe garantire

Nella risposta del Ministro le cittadine ed i cittadini, che sino ad oggi si sono adoperati a porre rimedio ad una situazione di totale violazione dei diritti e della dignità umana, sono stati accusati di condurre deliberatamente profughi a via Cupa, per ottenere l’assegnazione dell’ex Istituto Ittiogenico, sito nei pressi della stazione Tiburtina e di proprietà della Regione Lazio, abbandonato dal 2007.

Il Ministro si dimostra totalmente ignorante in merito, in quanto il suddetto immobile è stato individuato da volontarie e volontari dell’associazione Baobab Experience solo dopo il colloquio avvenuto in Campidoglio il 6 dicembre 2015 con l’allora commissario straordinario. In quella sede, il dott. Francesco Paolo Tronca aveva espresso la necessità dell’individuazione di un immbobile di proprietà pubblica, situato vicino alla stazione Tiburtina, che potesse rappresentare una soluzione stabile e concreta alla cosiddetta “emergenza transitanti” a Roma.

Nel successivo incontro datato 15 dicembre 2015, la subcommissaria Vaccaro, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, affermava che le istituzioni non avevano individuato soluzioni mentre le attiviste e gli attivisti di Baobab Experience presentavano un progetto relativo all’ex Istituto Ittiogenico, che alleghiamo a questo documento.
Tale progetto, nel mese di Aprile, è stato poi cofirmato da importanti associazioni come MEDU, Intersos e Arci. La Regione Lazio, proprietaria dell’immobile, si è detta disponibile alla trasformazione dello stabile abbandonato in un centro di accoglienza per transitanti secondo un modello innovativo, che apra questo spazio anche alla cittadinanza e al quartiere con la realizzazione, tra l’altro, di un museo della migrazione e di una struttura per attività didattiche sullo stesso tema.

Quindi, l’insinuazione che le attiviste e gli attivisti di Baobab Experience abbiano speso e stiano spendendo tempo ed energie per ottenere questo spazio è offensiva e manca totalmente di rispetto a quegli stessi cittadini che il Ministero dell’Interno dovrebbe rappresentare e tutelare. Le donne e gli uomini che ancora oggi sono in strada per aiutare i migranti, hanno sacrificato parte della loro vita privata e hanno messo a disposizione la loro umanità e le loro competenze gratuitamente, senza nessun aggravio per la collettività.

Per concludere, auspichiamo che il Ministero dell’Interno e le istituzioni tutte prendano atto dell’esistenza della figura del migrante transitante e che si adoperino per garantire accoglienza, solidarietà e umanità a donne, uomini e bambini che arrivati in Italia dopo un lungo e difficile viaggio tentano il ricongiungimento con parenti ed amici in altri paesi europei.
Per quanto ci riguarda continueremo ad aiutare i migranti in transito e a portare avanti questa esperienza che nell’ultimo anno ha dimostrato che un altro modello di accoglienza e convivenza è possibile.

Risposta del Viminale (clicca qui)  Progetto relativo all’ex Istituto Ittiogenico (link)

Le attiviste e gli attivisti di Baobab Experience

 

 

 

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