La rinascita del Baobab | Comunicato Stampa

Il 6/12/2015 noi, attiviste ed attivisti del Baobab, abbiamo abbandonato i locali di via Cupa, dove dal Maggio precedente era stata data ospitalità ad oltre 35.000 migranti in transito.

Da quella data abbiamo continuato a presidiare via Cupa con due gazebo e un camper donato da MEDU, aiutando i migranti in transito a trovare accoglienza nelle poche strutture disponibili, prima fra tutte quella della CRI in via del frantoio, grazie anche alle operatrici e agli operatori della Sala Operativa del Comune di Roma, che ringraziamo pubblicamente per l’instancabile aiuto.

Allo stesso tempo (dicembre 2015) abbiamo presentato al Comune di Roma ed alla Regione Lazio il nostro progetto di accoglienza, individuando nell’ex istituto ittiogenico, abbandonato da anni, lo spazio idoneo per realizzarlo.

Per questo oggi siamo qui, per questo stiamo entrando nell’istituto, insieme alle cittadine ed ai cittadini che ci hanno aiutato in questi mesi e a tante associazioni che da anni si battono per chi non ha diritti.

L’ex ittiogenico, di proprietà della Regione Lazio, può tornare a vivere come centro di accoglienza per i migranti in transito.

Il nostro progetto non prevede una semplice assistenza, ma una completa accoglienza che vede coinvolte le figure professionali necessarie in ambito medico, psicologico e legale, e che abbia tra gli obiettivi la diffusione di una cultura della fratellanza, attraverso la realizzazione di un museo della migrazione e il coinvolgimento delle scuole in attività didattiche.

In quest’ottica abbiamo continuato a tessere rapporti con le associazioni che si occupano di migranti: MEDU, oggi qui con noi e pronta ad offrire supporto medico e logistico, STC, Amnesty, Emergency, UNHCR, MSF, CRI, CIR, ARCI, LasciateCIEntrare e tante altre.

Ad oggi le istituzioni non sono riuscite a trovare una struttura per i migranti che attraversano il nostro paese cercando di ricongiungersi con parenti ed amici in altri paesi d’Europa, ma le cronache quotidiane e gli addetti ai lavori ci dicono che gli sbarchi stanno aumentando. Inoltre il vergognoso muro che l’Austria sta costruendo al Brennero e la possibile apertura di una rotta sul mare Adriatico per i migranti bloccati ai confini greci, ci hanno fatto capire che è il momento di agire, di prepararsi concretamente ed in maniera lungimirante, rifiutando di dover parlare di “emergenza” per un fenomeno noto e prevedibile.

L’esperienza Baobab ci ha insegnato che tanto più l’accoglienza è condivisa con il quartiere e la cittadinanza, tanto più si costituiscono le basi per la convivenza e lo scambio reciproco.

Per questo invitiamo le cittadine e i cittadini a raggiungerci all’istituto ittiogenico fin da subito per aiutarci a costruire uno spazio di vera integrazione e condivisione.

I ghetti servono solo a chi vuolesoffiare sul fuoco dei pregiudizi, della paura, dell’intolleranza.

Chiediamo da subito un tavolo alla città di Roma, alla cittadinanza, alle associazioni, e ai movimenti che per anni si sono battuti per i diritti dei migranti, ai centri ed ai laboratori sociali, alla Regione Lazio e al Comune di Roma, per realizzare l’accoglienza per i migranti, dando sollievo a migliaia di disperati, garantendo assistenza sanitaria a persone malate, con traumi psicologici, criminalità organizzata, affinché Roma continui ad essere la città APERTA e SOLIDALE.

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